Conosciamo i vini autoctoni della Sardegna: IL CAGNULARI

9 giugno 2017
Ore 20:00
Tortolì - Cantina sociale Ogliastra

Dettagli Evento

Il Cagnulari é un vino che sorprende per la rusticità, l’aggressiva acidità e gli spiccati sentori di pelliccia. Fino a poco tempo fa era considerato un vino figlio di un "Dio minore” bistrattato da un punto di vista enologico al contrario dei vitigni internazionali che godevano di investimenti notevoli.

Il vitigno Cagnulari è coltivato prevalentemente nella provincia di Sassari, in particolare nei comuni di Ossi, Tissi, Ittiri, Usini e Sorso e rischiava di scomparire se il viticoltore Giovanni Cherchi non avesse iniziato a vinificarlo in purezza negli anni ‘90.  Il Cagnulari, detto anche Cagniulari, è un vitigno a bacca rossa, mai citato nei libri di ampelografia sarda dei secoli scorsi, forse perché la sua coltivazione era ristretta al solo territorio sassarese.  L’origine del vitigno, fino a pochi anni fa, era incerta, alcuni studi sostenevano fosse di origine francese, introdotto in Sardegna nell’ottocento, altri fosse originario della Spagna, introdotto nell’isola durante il dominio aragonese/spagnolo (1323-1720). Recenti studi, supportati da descrizioni ampelografiche (Galet 2000) e da analisi genetiche del DNA (Nieddu et al. 2007),  hanno stabilito che il Cagnulari è identico al Graciano, vitigno spagnolo coltivato principalmente nel Rioja  e al Bovale Sardo. Quest’ultimo non è da confondere con il Bovale Grande (Bovale di Spagna), varietà geneticamente distinta, e identico al Carignano e al Mazuelo (J. Robinson et al 2012).  Dal 1995 la tipologia in purezza rientra nella DOC Alghero ma i produttori preferiscono commercializzare il vino con la denominazione IGT Isola dei Nuraghi.

Il numero di partecipanti è fissato in un minimo di 30 e un massimo di 50.
Se sei socio ONAV, per cortesia ricordati di portare i bicchieri
Cantina sociale Ogliastra
Via Baccasa, 42 Tortolì